Chi un tempo pensava ingenuamente che la locomotiva dei ricchi avrebbe
trascinato con sé un lungo treno in cui anche gli ultimi vagoni sarebbero
andati avanti, si sbagliava. Non è successo.
Amos Oz
La situazione generale è caratterizzata da una quasi generale accettazione dei valori di un liberismo che ormai è senza limiti. Il perpetuarsi della fiducia in questa filosofia, che sta penalizzando quantità sempre più grandi di persone, si alimenta specialmente dell’illusione che si possano avere, individualmente, le possibilità per affermarsi e che queste siano alla portata di chiunque abbia capacità e voglia d’impegnarsi.
Dobbiamo fare in modo che ci si chieda se è veramente così o se invece i criteri di selezione siano settari, clientelari e chiusi. Questa domanda è necessaria per far nascere dubbi e interrogativi ed è quindi alla base della possibilità di trasformazione futura.
Domandiamoci, ad esempio, per quale motivo alcuni settori, anche nei momenti di generale ridimensionamento, ottengano sempre e comunque di salvaguardare i loro interessi economici. Si pensi alle attività delle banche, ai produttori e distributori di derivati del petrolio, alle ditte fornitrici di utenze domestiche, alle compagnie assicurative…
Occorre rendere evidente come l’adesione al sistema attuale sia una posizione miope e che solo un livello di libertà e di serenità diffuso possa garantire un vero miglioramento delle condizioni di vita per tutti.
La qualità della vita di ciascuno di noi, di una vita piena e cosciente del momento storico che stiamo vivendo, è subordinata a quanto e come possiamo conoscere e a quanto possiamo incidere sui cambiamenti.
Sono convinto che esistano dei concetti particolarmente importanti per l’influenza che esercitano sulla formazione delle opinioni ed è su queste idee e sulla loro mistificazione che poi si costruisce il consenso per arrivare ad incidere sulla realtà con provvedimenti politici.
Per acquisire una piena consapevolezza e favorire il desiderio di coltivarla ritengo valido l’esame di alcuni concetti che vadano alla radice delle nostre convinzioni, un elenco di situazioni per porsi delle domande che inneschino un atteggiamento critico, punto di partenza imprescindibile verso un miglioramento sostanziale.
Saranno degli spunti che ci faranno riesaminare le nostre idee, che potranno stimolarci a saperne di più, a discuterne. Molti criteri di riferimento potrebbero così apparirci, alla fine, in una luce diversa da quella imposta.
Questo potrà sviluppare la nostra curiosità successiva e la fiducia nei mezzi che tutti abbiamo anche se, spesso ad arte, frustrati e potrà aiutarci ad affinare le capacità per esaminare con spirito indipendente ogni nuova situazione.
Intendo proporre degli esempi con delle riflessioni su alcuni questioni che, così come sono attualmente impostate, mi sembra siano fondamentali. La prima è la questione della reale condizione di molte nazioni il cui agire è precipitato in una democrazia formale dato che coloro che gestiscono il potere sanno che, oggi, non possono rinunciare alla percezione da parte dei cittadini dei loro governi come democratici.
Democrazia Formale
La democrazia è un valore ancora incontestabile anche se, con il grimaldello della supposta necessità di snellimento, si comincia ad erodere anche questo principio. Inoltre, dato che l’applicazione di criteri realmente democratici cozzerebbe con la volontà di mantenere gli attuali rapporti di distribuzione delle risorse, si svuota la democrazia della sua sostanza.
Rimane solo la forma, la sua essenza si è pietrificata nel suono della parola.
La democrazia si snatura, oltre che con progressivi provvedimenti che la aggirano in mille modi, anche con la mancanza di adeguamento alle esigenze e alle possibilità del momento. Dandola come per scontata e falsamente accettata, se ne perde la conoscenza anche storica, lasciando morire la sua cultura e la sua coltura.
Si pretende che una forma di governo venga considerata secondo la definizione attribuitasi, come quando il regime impositivo della ex Germania dell’Est si faceva chiamare Repubblica Democratica Tedesca!
La democrazia non è semplicemente delegare un governo scelto dalla percentuale maggiore dei votanti, è l’attuazione di politiche nell’interesse della popolazione tutta che può avvenire solo con la partecipazione alle decisioni. Anche il nazismo era riuscito, con l’inganno e con la paura, ad ottenere una consistente adesione e attualmente, con metodi solo meno truci, si riesce a incanalare l’opinione pubblica e far passare qualsiasi provvedimento.
Uno stato non è democratico solo perché si fregia nominalmente di tale qualità e neanche perché si basa su una maggioranza di consensi. L’opera del suo governo può essere in realtà assai diversa, avere delle caratteristiche addirittura opposte e, di conseguenza, servire per fini completamente diversi da quelli dichiarati, come sta avvenendo in molti paesi mento. Dandola come per scontata e falsamente accettata, se ne perde la conoscenza anche storica, lasciando morire la sua cultura e la sua coltura.
Si pretende che una forma di governo venga considerata secondo la definizione attribuitasi, come quando il regime impositivo della ex Germania dell’Est si faceva chiamare Repubblica Democratica Tedesca!
La democrazia non è semplicemente delegare un governo scelto dalla percentuale maggiore dei votanti, è l’attuazione di politiche nell’interesse della popolazione tutta che può avvenire solo con la partecipazione alle decisioni. Anche il nazismo era riuscito, con l’inganno e con la paura, ad ottenere una consistente adesione e attualmente, con metodi solo meno truci, si riesce a incanalare l’opinione pubblica e far passare qualsiasi provvedimento.
Uno stato non è democratico solo perché si fregia nominalmente di tale qualità e neanche perché si basa su una maggioranza di consensi. L’opera del suo governo può essere in realtà assai diversa, avere delle caratteristiche addirittura opposte e, di conseguenza, servire per fini completamente diversi da quelli dichiarati, come sta avvenendo in molti paesi.
