Human’s wake – Humans wake

Con il risveglio del sentimento umano gli uomini si risvegliano.

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Con il risveglio del sentimento umano gli uomini si risvegliano.

Con il risveglio del sentimento

umano gli uomini si risvegliano.

La Preistoria

“…tenere ben presente il carattere ipotetico della maggior parte  delle conclusioni degli archeologi.”

                                                        Vere Gordon Childe

La preistoria è un periodo che, per definizione, precede l’uso della scrittura. Nell’impossibilità di basarsi sul confronto critico tra documentazioni ci si è basati su altri elementi. Si studiano quindi i resti degli accampamenti e delle abitazioni, gli utensili, le prime tracce di rappresentazioni  e perfino i rifiuti.   Sono forme di società che potevano tramandare la loro cultura solo oralmente. E’ proprio questa necessità di cercare delle fonti di cui in partenza non si conosce la forma con la quale potrebbero manifestarsi ad aiutare lo sviluppo di una mentalità aperta di ricerca e di speculazione.                                   Non conosceremo mai i canti e le danze attraverso i quali probabilmente si trasmettevano il sapere e i miti, ma le comparazioni con società nostre contemporanee che non conoscono la scrittura, ci possono suggerire delle ipotesi.                 Scelgo come esempio gli studi di Marija Gimbutas. Nel corso delle sue ricerche, l’antropologa lituana, scoprì delle comunità neolitiche, nell’Europa sud-orientale, senza segni di belligeranza e di gerarchia. Con una mole di lavoro, anche sul campo, impressionante e con studi vasti e interdisciplinari, formulò delle interessanti ipotesi, per lo più raccolte nel suo libro “Il linguaggio della Dea”. In quel periodo di grandi  cambiamenti per l’umanità, le tecnologie che permettono agli esseri umani di divenire stanziali sono molto probabilmente elaborate dalle donne.   L’agricoltura, la tessitura e la ceramica sono legate alla rinascita, alla cura e al contenere, concetti  più vicini alle esperienze femminili.                                                         Queste scoperte permettono una vita più prevedibile e sicura,  si stabilisce una conoscenza e un accordo con i cicli naturali. Natura e cultura sono, infatti, profondamente unite nella religione di queste popolazioni; è una religione che si fonda, quasi si identifica con i vari aspetti del mondo naturale: nascita, crescita, morte, rigenerazione. Questi aspetti sono, come in un linguaggio, rappresentati da una divinità  nelle sue diverse manifestazioni.                                                                                 La Grande Dea è presente in tutto e regna su un mondo incentrato culturalmente sul femminile, senza distinzioni di rango, pacifico.  Sono  popolazioni senza sovrani, senza conquiste, senza grandi lotte interne o esterne. Una  prima riflessione è quella dell’importanza di considerare la storia non soltanto come un susseguirsi di conflitti senza nessun esperimento alternativo.  Quello attuale non è l’unico modo in cui l’umanità può vivere e ci sono state civiltà che hanno vissuto con criteri  profondamente diversi dai nostri.  In questo sta la grande importanza dello studio della preistoria e questo fatto  è vissuto come una minaccia per il potere costituito che si basa sulle gerarchie, sulle diversità di trattamento e sulle lotte per conquistare posizioni egemoni. Ritengo per questo molto formativo, dopo un primo approccio in un ciclo di istruzione precedente, riproporre lo studio di questo periodo  avanti negli studi, penso a uno degli ultimi due anni prima della fine della scuola secondaria superiore, con degli studenti più maturi, qui cercheremo di affrontare le questioni principali e le varie tesi interpretative

Stefano Sinibaldi

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