Human’s wake – Humans wake

Con il risveglio del sentimento umano gli uomini si risvegliano.

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Con il risveglio del sentimento umano gli uomini si risvegliano.

Con il risveglio del sentimento

umano gli uomini si risvegliano.

Principi Prioritari

 

 

                       La politica richiede spirito d’iniziativa       

                      e una dote quasi poetica, l’immaginazione.

                                                           Hannah Arendt

Voglio elencare i principi prioritari che ritengo essere  fondamentali per un futuro migliore: la libertà e l’autodeterminazione, il diritto alla vita, all’apprendimento, alla serenità, alla salute, all’abitare, il diritto-dovere al lavoro e alla partecipazione. Vengono irrealmente considerati patrimonio dell’Occidente ma non sono una peculiarità di una particolare cultura sono valori “umani”.

_La libertà e l’autodeterminazione sono fondamentali; se non si è veramente liberi e padroni del proprio futuro la vita non è degna di essere vissuta. Vengono citate per prime perché sono le imprescindibili condizioni per il raggiungimento di tutti i diritti. Ognuno dovrebbe impegnarsi  affinché divengano patrimonio condiviso; non sono bisogni che debbano venir richiesti e concessi non si sa bene da chi e a che titolo. Libertà e autodeterminazione sono le finalità da tenere sempre ben presenti come criterio di riferimento e per valutare  ogni provvedimento politico; è un diritto e un dovere, per raggiungerle,  dividere ciò che riusciamo, con le risorse del pianeta, con il nostro sapere e il nostro lavoro, ad ottenere. Le loro fondamenta sono nella conoscenza, per questo qualsiasi potere impositivo cercherà sempre di contrastare come prima cosa la trasmissione del sapere o lo manipolerà per i suoi fini. L’ignoranza o la conoscenza settoriale sono terreni fertili ed essenziali per il mantenimento di regimi autoritari mascherati da democrazie. Un’ignoranza chiaramente non dichiarata ma coltivata lasciando ai margini tutta la cultura critica e privilegiando un insegnamento meramente tecnico, di “competenze”.

_Il diritto alla vita, è, chiaramente, il diritto di vivere ma, partendo dalla sopravvivenza fisica, dovremo intendere il diritto a una vita piena, serena, per tutti. La vita del singolo è stata vista per secoli come appartenente a un dio, a un sovrano o a una patria, occorre finalmente affermare che l’individuo è il solo arbitro della sua vita e che solo da lui dipende ogni decisione in merito.  Questo non vuol dire negare la solidarietà nella convivenza, vuol dire semplicemente che nessuno possa decidere per un altro. La vita della persona è sacra, dobbiamo lavorare per l’abolizione della pena di morte in tutti i paesi, evidenziando all’opinione pubblica l’inesistenza del conclamato effetto deterrente di tale estrema punizione che diventa solo una vendetta, non giustificabile da parte di uno stato.

_Il diritto all’apprendimento è il diritto alla conoscenza, allo studio e al recupero basato sulla formazione generale per tutti, indipendentemente dal tipo di lavoro che si svolgerà.  In un mondo con una parte considerevole della popolazione facilmente influenzabile dalle tecniche dei mezzi di diffusione delle notizie, con una fetta di analfabetismo totale notevole, addirittura tra i 700 e gli 800 milioni di persone, quello del sapere diventa un tema centrale. Il raggiungimento di un  buon livello di cultura generale, con la capacità di saper leggere gli avvenimenti e conoscere i modi di presentazione degli stessi, è imprescindibile per l’adozione di forme di democrazia reale.

_Tutti gli esseri umani hanno il  diritto di aspirare alla  felicità,  a una vita, per quanto possibile nei limiti della condizione umana, serena. Sarà il percorso stesso, anche se lo scopo finale dovesse essere dilazionato nel tempo,  a riempirci da subito la vita con la gioia di essere parte di una comunità , la sensazione di lavorare per un cambiamento, l’abbandono della perpetrazione storica dello sfruttamento agito o subito.  Grande importanza assume il rendere dignitoso e sicuro per tutti il futuro nell’età più avanzata, trovando anche i modi per un coinvolgimento nella vita attiva della società.         

_La salute dipende da molti fattori riconducibili, a grandi linee, alla nostra psiche, al nostro corpo e alle nostre relazioni con gli altri e con il mondo, fattori strettamente interdipendenti. Intendiamo quindi la  possibilità, da estendere a tutti con gli stessi standard,  di poter prevenire e curare, per quanto al momento possibile, le malattie del corpo e della mente. Processo da sostenere con l’opposizione ai criteri portati dalla  progressiva privatizzazione affaristica  in atto, agendo con organizzazioni che impiantino strutture  specialmente nelle zone più povere molto carenti, di solito, di assistenza sanitaria. In questo momento, però,  si evidenzia anche la necessità di intervenire, dato il diffuso peggioramento dell’assistenza sanitaria, per offrire un sostegno decente  anche nei paesi considerati avanzati. Non è un caso che due organismi sanitari come RAM (Remote Area Medical) nata negli USA ed Emergency, nata in Italia, che operano specialmente in paesi del terzo mondo, abbiano deciso di aprire strutture anche sui propri territori. La cura della salute e del benessere deve tener presenti alcune questioni a questa profondamente legate: quelle dell’ambiente, della produzione di alimenti, dell’accesso all’acqua, dell’attività fisica e della libertà sessuale.  I problemi ambientali dell’esaurimento delle risorse della Terra, del cambiamento climatico e del consumo del territorio, necessitano di provvedimenti a livello internazionale; fondamentale sarà quindi la presa di coscienza globale della reale situazione e dei possibili rimedi. Un principio base da divulgare sta nell’affermare che  le risorse non appartengono a coloro che le trovano nel proprio  territorio nazionale e nemmeno a coloro che vivono oggi sul pianeta. Sono beni comuni da amministrare condividendoli con chi ne è privo nell’ottica di doverli consegnare domani  alle generazioni future. Oltre alla possibilità di un’alimentazione sufficiente per tutta la popolazione del pianeta, sarà opportuno mettere l’accento sulla necessità di produrre cibi più sani e sul problema dei trasporti degli alimenti con una conseguente maggiore scelta di consumi in loco.  Altro terreno d’impegno è quello del diritto d’accesso all’acqua per chiunque, evitando in modo assoluto che un bene tanto essenziale possa trasformarsi in merce.                                      Per quanto riguarda la pratica di attività fisiche con la loro funzione di prevenzione sanitaria in un mondo dove la sedentarietà è sempre più tra le maggiori cause di malattia, sarà da agevolare maggiormente lo sport come pratica diffusa a scapito dello sport-spettacolo. Un’attività  da portare avanti lungo tutto l’arco della vita e da favorire con la diffusione di strutture aperte sul territorio. Una soddisfacente vita affettiva è indispensabile per la salute e la serenità delle persone, quindi altro obiettivo consiste nell’appoggio pieno alla libertà sessuale, senza distinzioni, cominciando dall’introduzione dell’educazione sessuale nelle strutture dell’Apprendimento.

_Il problema della casa e, più in generale, dell’abitare, alla luce del progressivo e preoccupante consumo del territorio, dovrebbe  allargarsi internazionalmente ad un impegno degli Stati per la progettazione e realizzazione di strutture abitative inserite in un piano urbanistico globale. Non vedo altra possibilità che quella di forti concentrazioni di strutture abitative e di vita sociale che permettano di conservare aree libere dall’antropizzazione sregolata.

_Il tema del lavoro come diritto e come dovere è un importante pilastro in ogni sistema politico. Tutti hanno diritto a una vita dignitosa che non può ridursi a un premio per pochi; è con il lavoro, nella sua funzione di contributo al miglioramento delle condizioni generali, che l’individuo realizza anche se stesso, dà un senso alla propria vita e diviene parte della società.

 

  

Stefano Sinibaldi

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