Human’s wake – Humans wake

Con il risveglio del sentimento umano gli uomini si risvegliano.

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Con il risveglio del sentimento umano gli uomini si risvegliano.

Con il risveglio del sentimento

umano gli uomini si risvegliano.

“ARIDATECE CRISTO”

          “…è un cristiano, qualcosa di molto raro nei paesi cattolici.”

                                                                 Ernest Hemingway

Ho ripreso l’espressione dal titolo di un articolo di  don Roberto Sardelli per auspicare la fondazione di una comunità tra coloro, credenti o meno,  che rifiutano i criteri  di una religione troppo attenta alle esigenze di conservazione dei potentati economici e politici. Un movimento aderente al messaggio originale di Gesù.                                                                      Prendo a prestito da Elio Vittorini: “Rendere attuale nella società l’insegnamento di Cristo e renderlo attuale insieme ai non cattolici.”  Una comunità che voglia, insomma, la trasformazione della società secondo criteri di uguaglianza, di condivisione e di responsabilità. Discorso che propongo a chi si dichiara cristiano,  ma che, nella sua essenza, può essere proposto  a coloro che, fedeli di altre religioni, ne privilegiano l’aspetto di condivisione e apertura presente in tutte.                  Le comunità religiose devono tornare ad essere ecclesie cioè insieme di persone dove tutti possano partecipare attivamente e dove la loro opinione venga ascoltata. La Chiesa Cattolica, ad esempio, ha scelto spesso nella sua storia di accentuare il tratto di religione civile e ha appoggiato  lo status quo magari in cambio di alcune concessioni su temi che tra l’altro spesso non interessano molto i fedeli. La maggior parte di loro, specie  le nuove generazioni, aspirano ad un’applicazione del Vangelo, alla realizzazione del regno  in terra. La giustizia sociale è un tema molto più sentito, ad esempio, dei matrimoni omosessuali o  della comunione per i divorziati,  è un argomento in grado di riportare numero e forza.                                     La Chiesa Cattolica,  invece, con il suo verticismo tende a lasciare in isolamento, quasi a nascondere tutte quelle organizzazioni che percorrono strade diverse da quella ufficiale. Si forma un alleanza con l’attuale cultura conservatrice che, del messaggio religioso, accetta solo le forme esteriori o un generico messaggio di bontà astratta, privo di conseguente azione, se non nelle forme della carità.  Le gerarchie  devono interrompere  i legami con i governi  per rappresentare gli interessi dell’umanità tutta, anche qui e ora.  Non si può più far finta di non capire che l’ideologia liberista non è in grado di risolvere i problemi del mondo e farlo, per aggiunta, per ricavarne vantaggi in termini  di potere. E’ proprio nella scelta di volerlo questo potere che la Chiesa Cattolica ha rinnegato se stessa e accentuato la perdita della sua autorevolezza. Bisogna avere il coraggio di dire che il messaggio cristiano è incompatibile con le convinzioni che sono alla base di idee, ad esempio, come il nazionalismo o come il federalismo fiscale.                                                                                                       Se si accettano movimenti che sono solo esteriormente o strumentalmente religiosi, si accetta, di fatto, la politica realistica delle convenienze e degli scambi con i governi  e si perde in credibilità.  Non è un problema solo dei cristiano-cattolici, la maggior parte delle religioni con questa identificazione  si sclerotizza nelle  concezioni più retrive. Nei testi sacri, in tutti, ci sono concetti chiaramente figli di una data epoca e di un determinato periodo che potrebbero giustificare qualsiasi azione. Troviamo però, leggendo e comparando, anche un ideale comune, universale e atemporale che è, per tutti,  di giustizia e di uguaglianza. Se leggessimo a fondo le sacre scritture ci accorgeremmo di quante nostre attuali convinzioni siano in contrasto con i messaggi originali. L’uso che invece si fa spesso della religione è quello di far percepire una parte, noi, nel giusto, depositari della vera fede e un’altra costituita da miscredenti e infedeli.                                                                           Riflettiamo, ad ogni modo, sul fatto che non esistono blocchi granitici di questa o quella religione ma che, tra i credenti di ognuna, ci sono varie articolazioni tra cui poter trovare elementi per una collaborazione che voglia superare le distinzioni. Molte volte al di fuori delle gerarchie stabilite.   Da una simile unione a livello mondiale potrebbe svilupparsi un movimento intorno ai grandi temi di giustizia sociale con una credibilità e una forza travolgenti.

Stefano Sinibaldi

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